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"Ovunque i mi sia, io sono Amore. Nepastori non men, che ne gli heroi; E la disagguaglianza desoggetti, Come à me piace, agguaglio."
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AmintaAminta
Aminta
Aminta is a pastoral play written by Torquato Tasso in 1573, performed during a garden party at the court of Ferrara. Both the actors and the public were noble persons living at the Court, who could understand subtle allusions the poet made to that style of life, in contrast with the life of shepherds, represented in an idyllic way.
"Ovunque i mi sia, io sono Amore. Nepastori non men, che ne gli heroi; E la disagguaglianza desoggetti, Come à me piace, agguaglio."
"Tu prima, Onor, velasti La fonte dei diletti, Negando londe a lamorosa sete."
"Veramente il secol doro è questo, Poiché sol vince loro, e regna loro."
"Amor servo de loro, è il maggior mostro, Et il più abominabile, e il più sozzo, Che produca la terra, o l mar frà londe."
"Hor, non sai tu, comè fatta la donna? Fugge, e fuggendo vuol, che altri la giunga; Niega, e negando vuol, chaltri si toglia; Pugna, e pugnando vuol, chaltri la vinca."
"Amor, leggan pur gli altri Le Socratiche carte, Chio in due beglocchi apprenderò questarte."
"Dispietata pietate Fù la tua veramente, ò Dafne, allhora, Che ritenesti il dardo."
"La vergogna ritien debile amore; Ma debil freno è di potente Amore"
"La pietà messaggiera è de lAmore, Comel lampo del tuon."
"Forse, se tu gustassi anco una volta La millesima parte de la gioie Che gusta un cor amato riamando, Diresti, ripentita, sospirando: Perduto è tutto il tempo Che in amar non si spende."
"Femina, cosa mobil per natura, Più che fraschetta al vento, e più che cima Di pieghevole spica."
"Il mondo invecchia, E invecchiando intristisce."